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Tornano le magnolie in Piazza Minghetti

martedì, 10 aprile 2012

il 28 marzo scorso abbiamo portato all’Assessore alla Legalità di Bologna Nadia Monti le 500 firme raccolte con la petizione attivata su “Firmiamo.it” dal titolo “Ripiantiamo gli alberi in piazza Minghetti” .

L’Assessore ha ascoltato con attenzione e interesse la nostra lunga e dettagliata spiegazione sul significato della raccolta di firme,  dalla lettura dei commenti ha percepito il disagio e la rabbia dei cittadini verso la ristrutturazione della Piazza che non ha rispettato gli alberi che la abbellivano, e ci siamo congedati certi della sua comprensione e sostegno.

Il 5 di aprile sono state messe a dimora nella Piazza due magnolie giapponesi, simili a quelle rimosse e molto più giovani, non più alte di 5 metri, ma è già qualcosa, un segnale di attenzione alle proteste dei cittadini e di speranza che a fine lavori vengano piantati altri alberi e arbusti per rendere la Piazza più vivibile.

E’ da notare che i due alberi sono stati donati da un vivaio, quindi nessuna spesa è stata a carico del Comune, ma, come si dice: a caval donato…

Un bel successo, quindi, per la raccolta di firme e la dimostrazione che si possa smuovere ciò che sembra irremovibile anche solo con una piccola azione.

Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto con la sottoscrizione della petizione!

Gli alberi abbattuti in piazza Minghetti a Bologna.

lunedì, 28 novembre 2011

nel mese di agosto 2011 è iniziata la ristrutturazione di piazza Minghetti a Bologna.

Sono stati sradicati 12  alberi di Prunus e una  maestosa magnolia a foglie caduche, che con la loro fioritura nelle tonalità del rosa fornivano un segnale di primavera in uno dei luoghi della città dove è più carente la presenza del verde pubblico.

All’ombra di quella magnolia tanti cittadini hanno trovato refrigerio nelle calde giornate d’estate, era infatti circondata da una panchina circolare che ottimizzava l’ombra prodotta dalla folta chioma.

Magnolia in fiore (foto Achille Serrao)

Purtroppo il progetto attuale ha previsto di valorizzare la facciata dell’edificio che ospita la banca che ha finanziato tale ristrutturazione, a scapito di alberi che erano sanissimi e non avevano altra colpa che essere “fuori posto” secondo gli umani propositi.

La notizia ha trovato spazio sui giornali cittadini solo per qualche giorno, in un distratto e deserto mese di agosto.

Le tante voci che ho ascoltato in giro mi hanno fatto decidere per promuovere una petizione rivolta al Comune, come privato cittadino, affinché ripensi al progetto e provveda a rimettere a dimora alberi simili, anche se il danno è già fatto, e una magnolia che superava i 13 metri difficilmente la rivedremo in quel posto prima di una quarantina di anni.

Ma più che per il ripristino del verde, ormai compromesso, vorrei che questa petizione servisse da monito per le amministrazioni comunali, affinché considerino in futuro il verde pubblico come una risorsa preziosa e indisponibile, e che tutti i futuri progetti di revisione delle piazze cittadine partano dal presupposto che gli alberi, se non malati o pericolosi per la pubblica incolumità, debbano essere gestiti e rispettati come “esseri viventi”, che non possono essere soppressi solo per gusto estetico o per meno nobili “necessità di visibilità di un edificio”.

Magnolia e Prunus in piena fioritura (foto Achille Serrao)

Gli alberi rimossi sono stati definiti in alcuni articoli giornalistici con dei toni sprezzanti, come “banali” “stentati” “ectopici” “estranei”.

Riguardo alla presunta estraneità dal contesto, è da notare che la quasi totalità degli alberi presenti in piazza Minghetti e non ancora abbattuti, sono di origine alloctona, e non tutti coerenti al contesto storico, ma all’inizio del novecento era questa la tendenza dei progettisti del verde pubblico, e c’è da sperare che su questi presupposti non si voglia radere al suolo quel po’ di verde che abbiamo ancora in città.

Non risulta che prima della ristrutturazione siano stati consultati botanici o l’Università, che pure è ricca di figure di alto profilo in questo campo.

Su una mappa di quel giardino edita da Repubblica e dall’Assessorato all’ambiente del comune di Bologna, nel 1992, c’è l’elenco degli alberi, e si legge:
“Una splendida magnolia a foglie caduche, particolarmente appariscente all’inizio della primavera, quando, prima della comparsa delle foglie, sbocciano i grandi fiori bianco-rosati”.
Questa descrizione è ciò che rimane dell’albero sradicato e distrutto, oltre le belle foto di Achille Serrao, che ritraggono la magnolia e i pruni in piena fioritura.
Nell’elenco compaiono anche:
Platano di epoca napoleonica
due esemplari di Albero di Giuda
un Albero dei tulipani
due querce: una Farnia e un Leccio
Una Sofora
uno dei rarissimi esemplari di Cladastris lutea
vari maggiociondoli
Una vecchia Robinia
Un esemplare femmina di Ginkgo
Abelia grandiflora
siepe di Poncirus trifoliata
due esemplari di Maclura
Osmanthus fragrans
esemplare maschio di Ginkgo
Laurotino
Acero negundo
Un Ontano
Un grande esemplare di Faggio
Acero di monte.
Alla fine del restauro, cosa sarà rimasto?
Nell’Anno Europeo dedicato alle foreste e agli alberi,  un segnale forte potremmo darlo anche in questo modo, tutelando quel pochino di natura che è rimasta tra le mura .

Sono passato qualche giorno fa dalla piazza, ecco ciò che rimane:

una desolata landa (foto S. Caiazzo)

L’Unione Bolognese Naturalisti, che ha tra i suoi principi fondanti “la protezione e la salvaguardia dell’ambiente”, fa propria questa iniziativa e invita a firmare la petizione che conta già oltre 250 firme e intende raggiungere le mille in breve tempo, per essere poi consegnata ufficialmente nelle mani del Sindaco di Bologna.

Maggiori informazioni e immagini relative alla piazza prima e dopo gli interventi si possono trovare a questo link:

http://naturalmente.forumotion.net/t1054-alberi-tagliati-in-piazza-minghetti  

Per firmare basta collegarsi a:

http://www.firmiamo.it/ripiantiamo-gli-alberi-in-piazza-minghetti-a-bologna  e seguire le semplici istruzioni.

S. Caiazzo

San Michele aveva un bosco…:un giardino ritrovato

mercoledì, 7 luglio 2010

Cari soci,
il 29 giugno 2010 ho condiviso insieme a centinaia di persone la gioia di passeggiare nel Parco di San Michele in Bosco di Bologna che, dopo decenni di abbandono, è stato restaurato grazie all’intervento dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, in collaborazione con il Comune di Bologna, su progetto della Fondazione Villa Ghigi. Il restauro è stato finanziato dalla Fondazione del Monte.

Dopo aver percorso il viale che collega l’ingresso di Via Codivilla con il Belvedere antistante la Chiesa di S. Michele in Bosco, i rappresentanti delle istituzioni hanno evidenziato l’importanza storica e naturalistica di questo parco collinare che vi consiglio di approfondire attraverso la lettura del libro “San Michele aveva un Bosco”, presentato in quest’occasione dalla sua curatrice, Milena Naldi.

Elisabetta Calanchi