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Progetto di legge sulla rete escursionistica dell’Emilia-Romagna

domenica, 10 febbraio 2013

Lo scorso 4 febbraio si è tenuta presso la sede della Regione Emilia-Romagna l’udienza conoscitiva della V Commissione assembleare (Turismo Cultura Scuola Formazione Sport) avente ad oggetto il progetto di legge sulla rete escursionistica della Regione E-R e valorizzazione delle attività escursionistiche.

L’UBN, venuta a conoscenza dell’iniziativa, pur non prevedendo in tempo utile un intervento, ha inviato un proprio rappresentante e questo è il breve resoconto della seduta.

La sala era gremita (oltre 160 persone) e formata quasi esclusivamente da rappresentanti e simpatizzanti di vari club motociclistici, di fuoristrada e di quad. Iscritti a parlare 44 relatori, non più di uno per ogni associazione e con un tempo massimo di 5 minuti a testa. Dei 23 interventi ascoltati nella mattinata, ben 17 erano di responsabili, direttori o presidenti o amministratori simpatizzanti dei suddetti club motorizzati, e tutti chiedevano la modifica agli articoli 11 e 12 della proposta di legge, in particolare le parti riguardanti il divieto di utilizzo dei sentieri per il transito dei mezzi motorizzati a due o quattro ruote, e le relative sanzioni. A dare man forte agli interventi chiaramente di parte, anche tre sindaci, due assessori e un consigliere comunale di paesi della montagna, volti a tutelare e promuovere i raduni e le gare di moto che si svolgono sui territori da loro amministrati.

Soltanto 6 gli interventi quasi timidamente a sostegno di una sentieristica riservata solo al turismo ciclopedonale, interventi che sono stati anche a volte rumorosamente osteggiati dalla folta rappresentanza dei centauri. In particolare lo sforamento di pochi secondi del tempo massimo del rappresentante del CAI è stato sonoramente contestato.

Il Presidente della commissione ha più volte richiamato a un comportamento più consono alla circostanza i centauri presentatisi in tenuta da gara con tanto di sponsor sui giubbotti.

Il quadro complessivo è stato desolante, non una sola voce si è alzata  direttamente a difesa degli animali, dell’ambiente deturpato e inquinato, del disturbo acustico, della perdita della sacralità dei luoghi, dove l’uomo deve essere soltanto un ospite silenzioso e rispettoso della natura, avrebbe rischiato il linciaggio!

Da un lato e dall’altro ciò che era preminente era la centralità dell’uomo, sia a piedi che in moto, e tutto girava intorno al ritorno in termini di ricaduta economica di un tipo di turismo piuttosto che l’altro.

C’è da sperare che la Commissione non si sia fatta intimidire da questa prova di forza e che la legge venga approvata senza stravolgimenti.

E’ necessario, per il futuro, che in occasione di queste udienze, la nostra Associazione sia presente e pronta con adeguati interventi di relatori, affinché possa rappresentare degnamente le istanze a sostegno dell’ambiente e della natura.

Tornano le magnolie in Piazza Minghetti

martedì, 10 aprile 2012

il 28 marzo scorso abbiamo portato all’Assessore alla Legalità di Bologna Nadia Monti le 500 firme raccolte con la petizione attivata su “Firmiamo.it” dal titolo “Ripiantiamo gli alberi in piazza Minghetti” .

L’Assessore ha ascoltato con attenzione e interesse la nostra lunga e dettagliata spiegazione sul significato della raccolta di firme,  dalla lettura dei commenti ha percepito il disagio e la rabbia dei cittadini verso la ristrutturazione della Piazza che non ha rispettato gli alberi che la abbellivano, e ci siamo congedati certi della sua comprensione e sostegno.

Il 5 di aprile sono state messe a dimora nella Piazza due magnolie giapponesi, simili a quelle rimosse e molto più giovani, non più alte di 5 metri, ma è già qualcosa, un segnale di attenzione alle proteste dei cittadini e di speranza che a fine lavori vengano piantati altri alberi e arbusti per rendere la Piazza più vivibile.

E’ da notare che i due alberi sono stati donati da un vivaio, quindi nessuna spesa è stata a carico del Comune, ma, come si dice: a caval donato…

Un bel successo, quindi, per la raccolta di firme e la dimostrazione che si possa smuovere ciò che sembra irremovibile anche solo con una piccola azione.

Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto con la sottoscrizione della petizione!

Gli alberi abbattuti in piazza Minghetti a Bologna.

lunedì, 28 novembre 2011

nel mese di agosto 2011 è iniziata la ristrutturazione di piazza Minghetti a Bologna.

Sono stati sradicati 12  alberi di Prunus e una  maestosa magnolia a foglie caduche, che con la loro fioritura nelle tonalità del rosa fornivano un segnale di primavera in uno dei luoghi della città dove è più carente la presenza del verde pubblico.

All’ombra di quella magnolia tanti cittadini hanno trovato refrigerio nelle calde giornate d’estate, era infatti circondata da una panchina circolare che ottimizzava l’ombra prodotta dalla folta chioma.

Magnolia in fiore (foto Achille Serrao)

Purtroppo il progetto attuale ha previsto di valorizzare la facciata dell’edificio che ospita la banca che ha finanziato tale ristrutturazione, a scapito di alberi che erano sanissimi e non avevano altra colpa che essere “fuori posto” secondo gli umani propositi.

La notizia ha trovato spazio sui giornali cittadini solo per qualche giorno, in un distratto e deserto mese di agosto.

Le tante voci che ho ascoltato in giro mi hanno fatto decidere per promuovere una petizione rivolta al Comune, come privato cittadino, affinché ripensi al progetto e provveda a rimettere a dimora alberi simili, anche se il danno è già fatto, e una magnolia che superava i 13 metri difficilmente la rivedremo in quel posto prima di una quarantina di anni.

Ma più che per il ripristino del verde, ormai compromesso, vorrei che questa petizione servisse da monito per le amministrazioni comunali, affinché considerino in futuro il verde pubblico come una risorsa preziosa e indisponibile, e che tutti i futuri progetti di revisione delle piazze cittadine partano dal presupposto che gli alberi, se non malati o pericolosi per la pubblica incolumità, debbano essere gestiti e rispettati come “esseri viventi”, che non possono essere soppressi solo per gusto estetico o per meno nobili “necessità di visibilità di un edificio”.

Magnolia e Prunus in piena fioritura (foto Achille Serrao)

Gli alberi rimossi sono stati definiti in alcuni articoli giornalistici con dei toni sprezzanti, come “banali” “stentati” “ectopici” “estranei”.

Riguardo alla presunta estraneità dal contesto, è da notare che la quasi totalità degli alberi presenti in piazza Minghetti e non ancora abbattuti, sono di origine alloctona, e non tutti coerenti al contesto storico, ma all’inizio del novecento era questa la tendenza dei progettisti del verde pubblico, e c’è da sperare che su questi presupposti non si voglia radere al suolo quel po’ di verde che abbiamo ancora in città.

Non risulta che prima della ristrutturazione siano stati consultati botanici o l’Università, che pure è ricca di figure di alto profilo in questo campo.

Su una mappa di quel giardino edita da Repubblica e dall’Assessorato all’ambiente del comune di Bologna, nel 1992, c’è l’elenco degli alberi, e si legge:
“Una splendida magnolia a foglie caduche, particolarmente appariscente all’inizio della primavera, quando, prima della comparsa delle foglie, sbocciano i grandi fiori bianco-rosati”.
Questa descrizione è ciò che rimane dell’albero sradicato e distrutto, oltre le belle foto di Achille Serrao, che ritraggono la magnolia e i pruni in piena fioritura.
Nell’elenco compaiono anche:
Platano di epoca napoleonica
due esemplari di Albero di Giuda
un Albero dei tulipani
due querce: una Farnia e un Leccio
Una Sofora
uno dei rarissimi esemplari di Cladastris lutea
vari maggiociondoli
Una vecchia Robinia
Un esemplare femmina di Ginkgo
Abelia grandiflora
siepe di Poncirus trifoliata
due esemplari di Maclura
Osmanthus fragrans
esemplare maschio di Ginkgo
Laurotino
Acero negundo
Un Ontano
Un grande esemplare di Faggio
Acero di monte.
Alla fine del restauro, cosa sarà rimasto?
Nell’Anno Europeo dedicato alle foreste e agli alberi,  un segnale forte potremmo darlo anche in questo modo, tutelando quel pochino di natura che è rimasta tra le mura .

Sono passato qualche giorno fa dalla piazza, ecco ciò che rimane:

una desolata landa (foto S. Caiazzo)

L’Unione Bolognese Naturalisti, che ha tra i suoi principi fondanti “la protezione e la salvaguardia dell’ambiente”, fa propria questa iniziativa e invita a firmare la petizione che conta già oltre 250 firme e intende raggiungere le mille in breve tempo, per essere poi consegnata ufficialmente nelle mani del Sindaco di Bologna.

Maggiori informazioni e immagini relative alla piazza prima e dopo gli interventi si possono trovare a questo link:

http://naturalmente.forumotion.net/t1054-alberi-tagliati-in-piazza-minghetti  

Per firmare basta collegarsi a:

http://www.firmiamo.it/ripiantiamo-gli-alberi-in-piazza-minghetti-a-bologna  e seguire le semplici istruzioni.

S. Caiazzo

La scelta delle fonti energetiche

martedì, 10 maggio 2011

L’Unione Bolognese Naturalisti ha in programma per il 13 e 14 maggio un convegno dal titolo:

Fonti energetiche: scelta complessa

Il programma ed i relatori possono essere visti nella locandina presente sul sito dell’associazione. Il convegno, lungi dall’essere esaustivo su un problema così importante e complesso, ha come scopo offrire a chi ascolta alcune informazioni esclusivamente scientifiche, lontane da ogni preconcetto o ideologia politica come è nelle finalità della nostra associazione.

Si parlerà quindi di nucleare, eolico, biomasse e energia dal mare. Ad esempio, tempo fa in una popolare e di norma ben fatta trasmissione televisa ho sentito dire che la Marina Americana farà funzionare le portaerei con combustibile derivato dalle alghe al 50%, il biologo marino che dava la notizia e la presentatrice commentavano soddisfatti “meno male, di alghe in mare ce ne sono tante!”.

Ora, a parte il fatto che dovremmo scegliere tra pesce e portaerei, al nostro convegno daremo voce a chi di questo si occupa e capiremo se siamo ormai alla fine o al principio di un percorso! L’eolico: tutto rose e viole o porta qualche problema? Dal mare possiamo aspettarci qualcosa di interessante o è ancora presto?

Nuovi ecomostri per la spiaggia di Rimini

mercoledì, 22 settembre 2010

La cementificazione delle spiagge italiane non conosce crisi

Da notizie di stampa apprendiamo che è stata approvata dal Comune di Rimini una delibera che prevede l’edificazione di 4 “palazzine” alte 30 (trenta) metri sul lungomare di Bellariva al posto della storica ex colonia Murri, da tempo in abbandono e prospiciente la spiaggia. Nei 4 mostri verrà realizzato un centro commerciale, di cui non se ne sentiva il bisogno, dato l’elevato numero di esercizi commerciali del lungomare. Questo porterà  a un vertiginoso aumento  sia del traffico, soprattutto pesante, che del rumore in una zona destinata alle vacanze e al riposo. L’impatto sul paesaggio sarà devastante. Visto che l’ex colonia è edificio di interesse storico non è sotto la tutela della Sovrintendenza?

Altissime gru sono già all’opera per compiere l’ennesimo scempio del nostro litorale..

Buone vacanze in quella che diventerà “Bruttariva”..

Biodiversità in pericolo

martedì, 16 febbraio 2010

Un campo di grano con lo sfondo di un parco regionale.Il 2010 è stato proclamato anno internazionale per la biodiversità. Il Formez, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente ha organizzato a Bologna un corso della durata di cinque giorni sul tema, dal 1 al 5 febbraio.

L’articolazione del corso ha spaziato dal concetto biologico di biodiversità, all’analisi delle normative volte a tutelarla, dalle iniziative a livello internazionale di protezione ad opera di enti come l’UNESCO, alle tecniche di comunicazione per promuoverla, per concludere con esperienze sul campo di parchi marini italiani d’eccellenza.

Un grido d’allarme per la rapida scomparsa di specie, e per un generale impoverimento della biodiversità, sempre più minacciata da fattori di diversa origine, benchè la principale sia la pressione delle attività antropiche.

Un impegno per tutti i convenuti a diffondere la conoscenza del problema attraverso i parchi, gli enti, le istituzioni, le associazioni con le quali si è a contatto, organizzando momenti informativi ed iniziative mirate.