Progetto di legge sulla rete escursionistica dell’Emilia-Romagna

Lo scorso 4 febbraio si è tenuta presso la sede della Regione Emilia-Romagna l’udienza conoscitiva della V Commissione assembleare (Turismo Cultura Scuola Formazione Sport) avente ad oggetto il progetto di legge sulla rete escursionistica della Regione E-R e valorizzazione delle attività escursionistiche.

L’UBN, venuta a conoscenza dell’iniziativa, pur non prevedendo in tempo utile un intervento, ha inviato un proprio rappresentante e questo è il breve resoconto della seduta.

La sala era gremita (oltre 160 persone) e formata quasi esclusivamente da rappresentanti e simpatizzanti di vari club motociclistici, di fuoristrada e di quad. Iscritti a parlare 44 relatori, non più di uno per ogni associazione e con un tempo massimo di 5 minuti a testa. Dei 23 interventi ascoltati nella mattinata, ben 17 erano di responsabili, direttori o presidenti o amministratori simpatizzanti dei suddetti club motorizzati, e tutti chiedevano la modifica agli articoli 11 e 12 della proposta di legge, in particolare le parti riguardanti il divieto di utilizzo dei sentieri per il transito dei mezzi motorizzati a due o quattro ruote, e le relative sanzioni. A dare man forte agli interventi chiaramente di parte, anche tre sindaci, due assessori e un consigliere comunale di paesi della montagna, volti a tutelare e promuovere i raduni e le gare di moto che si svolgono sui territori da loro amministrati.

Soltanto 6 gli interventi quasi timidamente a sostegno di una sentieristica riservata solo al turismo ciclopedonale, interventi che sono stati anche a volte rumorosamente osteggiati dalla folta rappresentanza dei centauri. In particolare lo sforamento di pochi secondi del tempo massimo del rappresentante del CAI è stato sonoramente contestato.

Il Presidente della commissione ha più volte richiamato a un comportamento più consono alla circostanza i centauri presentatisi in tenuta da gara con tanto di sponsor sui giubbotti.

Il quadro complessivo è stato desolante, non una sola voce si è alzata  direttamente a difesa degli animali, dell’ambiente deturpato e inquinato, del disturbo acustico, della perdita della sacralità dei luoghi, dove l’uomo deve essere soltanto un ospite silenzioso e rispettoso della natura, avrebbe rischiato il linciaggio!

Da un lato e dall’altro ciò che era preminente era la centralità dell’uomo, sia a piedi che in moto, e tutto girava intorno al ritorno in termini di ricaduta economica di un tipo di turismo piuttosto che l’altro.

C’è da sperare che la Commissione non si sia fatta intimidire da questa prova di forza e che la legge venga approvata senza stravolgimenti.

E’ necessario, per il futuro, che in occasione di queste udienze, la nostra Associazione sia presente e pronta con adeguati interventi di relatori, affinché possa rappresentare degnamente le istanze a sostegno dell’ambiente e della natura.

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