Gli alberi abbattuti in piazza Minghetti a Bologna.

28 novembre 2011 - autore: Salvatore Caiazzo

nel mese di agosto 2011 è iniziata la ristrutturazione di piazza Minghetti a Bologna.

Sono stati sradicati 12  alberi di Prunus e una  maestosa magnolia a foglie caduche, che con la loro fioritura nelle tonalità del rosa fornivano un segnale di primavera in uno dei luoghi della città dove è più carente la presenza del verde pubblico.

All’ombra di quella magnolia tanti cittadini hanno trovato refrigerio nelle calde giornate d’estate, era infatti circondata da una panchina circolare che ottimizzava l’ombra prodotta dalla folta chioma.

Magnolia in fiore (foto Achille Serrao)

Purtroppo il progetto attuale ha previsto di valorizzare la facciata dell’edificio che ospita la banca che ha finanziato tale ristrutturazione, a scapito di alberi che erano sanissimi e non avevano altra colpa che essere “fuori posto” secondo gli umani propositi.

La notizia ha trovato spazio sui giornali cittadini solo per qualche giorno, in un distratto e deserto mese di agosto.

Le tante voci che ho ascoltato in giro mi hanno fatto decidere per promuovere una petizione rivolta al Comune, come privato cittadino, affinché ripensi al progetto e provveda a rimettere a dimora alberi simili, anche se il danno è già fatto, e una magnolia che superava i 13 metri difficilmente la rivedremo in quel posto prima di una quarantina di anni.

Ma più che per il ripristino del verde, ormai compromesso, vorrei che questa petizione servisse da monito per le amministrazioni comunali, affinché considerino in futuro il verde pubblico come una risorsa preziosa e indisponibile, e che tutti i futuri progetti di revisione delle piazze cittadine partano dal presupposto che gli alberi, se non malati o pericolosi per la pubblica incolumità, debbano essere gestiti e rispettati come “esseri viventi”, che non possono essere soppressi solo per gusto estetico o per meno nobili “necessità di visibilità di un edificio”.

Magnolia e Prunus in piena fioritura (foto Achille Serrao)

Gli alberi rimossi sono stati definiti in alcuni articoli giornalistici con dei toni sprezzanti, come “banali” “stentati” “ectopici” “estranei”.

Riguardo alla presunta estraneità dal contesto, è da notare che la quasi totalità degli alberi presenti in piazza Minghetti e non ancora abbattuti, sono di origine alloctona, e non tutti coerenti al contesto storico, ma all’inizio del novecento era questa la tendenza dei progettisti del verde pubblico, e c’è da sperare che su questi presupposti non si voglia radere al suolo quel po’ di verde che abbiamo ancora in città.

Non risulta che prima della ristrutturazione siano stati consultati botanici o l’Università, che pure è ricca di figure di alto profilo in questo campo.

Su una mappa di quel giardino edita da Repubblica e dall’Assessorato all’ambiente del comune di Bologna, nel 1992, c’è l’elenco degli alberi, e si legge:
“Una splendida magnolia a foglie caduche, particolarmente appariscente all’inizio della primavera, quando, prima della comparsa delle foglie, sbocciano i grandi fiori bianco-rosati”.
Questa descrizione è ciò che rimane dell’albero sradicato e distrutto, oltre le belle foto di Achille Serrao, che ritraggono la magnolia e i pruni in piena fioritura.
Nell’elenco compaiono anche:
Platano di epoca napoleonica
due esemplari di Albero di Giuda
un Albero dei tulipani
due querce: una Farnia e un Leccio
Una Sofora
uno dei rarissimi esemplari di Cladastris lutea
vari maggiociondoli
Una vecchia Robinia
Un esemplare femmina di Ginkgo
Abelia grandiflora
siepe di Poncirus trifoliata
due esemplari di Maclura
Osmanthus fragrans
esemplare maschio di Ginkgo
Laurotino
Acero negundo
Un Ontano
Un grande esemplare di Faggio
Acero di monte.
Alla fine del restauro, cosa sarà rimasto?
Nell’Anno Europeo dedicato alle foreste e agli alberi,  un segnale forte potremmo darlo anche in questo modo, tutelando quel pochino di natura che è rimasta tra le mura .

Sono passato qualche giorno fa dalla piazza, ecco ciò che rimane:

una desolata landa (foto S. Caiazzo)

L’Unione Bolognese Naturalisti, che ha tra i suoi principi fondanti “la protezione e la salvaguardia dell’ambiente”, fa propria questa iniziativa e invita a firmare la petizione che conta già oltre 250 firme e intende raggiungere le mille in breve tempo, per essere poi consegnata ufficialmente nelle mani del Sindaco di Bologna.

Maggiori informazioni e immagini relative alla piazza prima e dopo gli interventi si possono trovare a questo link:

http://naturalmente.forumotion.net/t1054-alberi-tagliati-in-piazza-minghetti  

Per firmare basta collegarsi a:

http://www.firmiamo.it/ripiantiamo-gli-alberi-in-piazza-minghetti-a-bologna  e seguire le semplici istruzioni.

S. Caiazzo

I musei universitari oggi

9 settembre 2011 - autore: Salvatore Caiazzo

Il 5 settembre in Aula Ghigi si è svolto l’incontro: I musei universitari oggi – Presentazione di libri scientifici per la didattica universitaria, sulle collezioni museali e per la divulgazione scientifica- Omaggio al prof. G. Celli. 

Numerosi i libri presentati a una attenta e qualificata platea, preceduti da un filmato in ricordo del prof. Celli, nel quale lo vediamo a passeggio nella campagna bolognese insieme al figlio Davide, mentre discutono dell’importanza della lotta biologica in agricoltura. Al termine ancora un breve e toccante filmato dove la voce fuori campo del Professore recita la poesia intitolata “Epistola da lasciare sulla terra”, di Archibald Mac Leish, registrata circa un mese prima del suo ultimo ricovero in ospedale.

Ecco alcuni dei momenti salienti: la Presidente dell’UBN prof.ssa Laurita Boni presenta la serata, in secondo piano il professor Sabelli, autore del libro “Museologia naturalistica: trent’anni di bicchieri a metà” e la dott.ssa Minelli che ha presentato il libro “I disegni anatomici del Museo di Anatomia Comparata – L’Arte al servizio della scienza”.

Il prof. Tommasini che ha presentato un libro sui disegni di Aldrovandi: “Animali e creature mostruose”.

Il prof. Ruggeri che ha presentato un interessante libro su Cesare Bettini, che realizzò molte delle ceroplastiche presenti nel museo delle cere anatomiche di Bologna:

L’antropologa prof.ssa Belcastro illustra il libro scritto in collaborazione con Jacopo Ortalli ”Sepolture anomale, indagini archeologiche e antropologiche, dall’epoca classica al Medioevo in Emilia Romagna”, arricchito dagli ultimi ritrovamenti effettuati grazie agli scavi per la realizzazione della TAV nel territorio di Bologna:

Altro interessante testo pensato per la didattica universitaria è stato presentato dalla Prof.ssa Mola: “Principi di Endocrinologia comparata” di Mola e Cuoghi. 

Ricordiamo infine che sono stati presentati due libri di Giorgio Celli, “Darwin e i suoi amici” e “Il sesso dell’angelo – Racconti al femminile”   scritto insieme a Costanza Savini, presente alla serata.

Centro Ricerche Floristiche Marche

13 luglio 2011 - autore: FF

Domenica 31 luglio ricorre in quinto anniversario della dipartita del compianto Prof. Aldo J. Brilli Cattarini, uomo di cultura e di scienza che diede vita e linfa vitale al Centro Ricerche Floristiche Marche, una Sua grande passione per la floristica e in generale per il Grande Mistero della “Natura” che coltivò sin da giovanissimo, quando negli anni trenta iniziò la Sua passione naturalistica raccogliendo ed erborizzando centinaia e migliaia di campioni di piante raccolte in gran parte d’Italia ed in particolare nello “scrigno della Natura” in Val di Fassa, e con un grande riferimento alla floristica marchigiana.

Uomo poliedrico dai mille interessi non disdegnando la passione per le “due ruote”, mezzo che utilizzò per gareggiare nella mitica “Milano-Taranto”, mezzo poi che gli consentiva di inerpicarsi sui sentieri di montagna nelle escursioni naturalistiche fin sulle cime del Monte Catria o sui Sibillini. La moto, quando iniziò il Suo percorso con la Provincia di Pesaro e Urbino, alla quale Egli donò il Centro con grande spirito di mecenate della ricerca floristica perché la stessa si impegnasse a continuare il percorso tracciato e favorire la conoscenza scientifica della floristica marchigiana, la portava con Lui nei periodi estivi di ricerca e raccolta di specie floristiche nella Val di Fassa.

Un Uomo che ha dato tantissimo alle generazioni successive di floristi, e di grande insegnamento alle nasciture associazioni naturalistiche che approcciavano al grande disegno della “tutela della Natura”.

E’ con questo riverente ricordo e nella oggettività di quanto sta oggi accadendo che giovedì 14 luglio a partire dalle ore 17, presso l’aula Magna del Laboratorio di Biologia Marina e Pesca dell’Università di Bologna a Fano, si riuniranno decine di naturofili e naturalisti per ricordare la Persona e per imprimere una svolta alle decisioni assunte dalla Provincia di Pesaro e Urbino che intende cartolarizzare l’edificio, appositamente costruito quale sede scientifica del Centro, per soggiacere al così detto patto di stabilità e rientrare nella gestione di bilancio dell’ente.

Un’operazione che sicuramente ha la sua effettività, ma che tanti uomini e donne di scienza e di cultura naturalistica, si uniranno nella costituzione dell’Associazione “Amici del Centro Ricerche Floristiche Marche Aldo J. Brilli Cattarini” appunto per sostenere e rivalutare la decisione assunta. Leggi il resto di questo articolo »

La scelta delle fonti energetiche

10 maggio 2011 - autore: LB

L’Unione Bolognese Naturalisti ha in programma per il 13 e 14 maggio un convegno dal titolo:

Fonti energetiche: scelta complessa

Il programma ed i relatori possono essere visti nella locandina presente sul sito dell’associazione. Il convegno, lungi dall’essere esaustivo su un problema così importante e complesso, ha come scopo offrire a chi ascolta alcune informazioni esclusivamente scientifiche, lontane da ogni preconcetto o ideologia politica come è nelle finalità della nostra associazione.

Si parlerà quindi di nucleare, eolico, biomasse e energia dal mare. Ad esempio, tempo fa in una popolare e di norma ben fatta trasmissione televisa ho sentito dire che la Marina Americana farà funzionare le portaerei con combustibile derivato dalle alghe al 50%, il biologo marino che dava la notizia e la presentatrice commentavano soddisfatti “meno male, di alghe in mare ce ne sono tante!”.

Ora, a parte il fatto che dovremmo scegliere tra pesce e portaerei, al nostro convegno daremo voce a chi di questo si occupa e capiremo se siamo ormai alla fine o al principio di un percorso! L’eolico: tutto rose e viole o porta qualche problema? Dal mare possiamo aspettarci qualcosa di interessante o è ancora presto?

Piante aliene e invasioni vegetali

28 marzo 2011 - autore: Salvatore Caiazzo

il 24 marzo si è tenuto, presso l’Aula Ghigi, un interessante incontro sull’argomento, organizzato dall’Unione Botanica Italiana e UBN, relatori Enrico Banfi, già Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, e Mauro Pellizzari, dell’Università di Ferrara, moderatore Carlo Ferrari, dell’Università di Bologna.

Banfi ha trattato ampiamente il fenomeno delle invasioni vegetali che coinvolgono non solo le terre emerse, ma anche le acque del mare e quelle dolci, le modalità di diffusione e colonizzazione, gli inserimenti voluti dall’uomo e le entità “clandestine”, ricordando le specie di antica colonizzazione che sono entrate ormai a far parte del nostro paesaggio.

Un altro aspetto interessante è stato quello di riflettere sul dato che  anche diverse specie di origine mediterranea sono oggi “aliene” in altri luoghi della terra,  provocando alterazioni dell’habitat, ad esempio Pinus pinaster diventata invasiva in Australia, Perù e Sudafrica, o Spartium junceum, in Sudamerica.

Pellizzari ha trattato il tema delle invasioni aliene lungo la costa dell’Emilia-Romagna, fenomeno meno evidente a causa dell’aerosol salino, fattore fortemente limitante per la diffusione delle specie alloctone.

Solo a titolo di esempio, alcune delle specie ormai largamente presenti sono Opuntia Humifusa, Carpobrutus acinaciformis, Yucca gloriosa, Oxalis articulata.

Si è discusso anche di alcune autoctone, come Limonium densissimum, presente in alcune stazioni puntiformi e molto distanti tra loro, la cui diffusione non è avvenuta per ampliamento di areale, ma per trasporto, di probabile origine ornitica, in particolare ad opera di Ardeidi o limicoli in genere. 

Come sempre, questi incontri si rivelano una preziosa fonte di informazione,  confronto e ampliamento delle proprie conoscenze, sarebbe auspicabile solo una maggior partecipazione degli studenti…

Il prof. Mainardi in Aula Ghigi

3 marzo 2011 - autore: Salvatore Caiazzo

Il 18 febbraio è venuto a trovarci Danilo Mainardi, Etologo e professore emerito di Ecologia comportamentale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, per parlarci del suo ultimo libro: “Il cane secondo me”.
Con la sua grande capacità di convolgimento e la lunga esperienza di divulgatore scientifico ha intrattenuto l’affollato e attento pubblico dell’Aula Ghigi, parlandoci della sua opera sul rapporto tra uomo e cane, arricchendo con aneddoti e filmati la piacevole esposizione.
Nella foto lo vediamo mentre fa uno schizzo, con il suo rapido segno, di un bel gatto stilizzato.

L’ Orto Botanico di Ulisse Aldrovandi

16 gennaio 2011 - autore: Salvatore Caiazzo

Dal 15 gennaio 2011 è possibile visitare gli scavi archeologici che si trovano sotto la Sala Borsa in piazza Nettuno. Oltre i resti della Basilica risalente al 200 d.c. saranno visibili le strutture del primo orto botanico costituito da Ulisse Aldrovandi nel 1568, e da lui diretto per 38 anni.

Gli scavi, che coprono un periodo di oltre 1400 anni, saranno visibili negli orari di apertura della Biblioteca di Sala Borsa e saranno organizzate apposite visite guidate.

Nuovi ecomostri per la spiaggia di Rimini

22 settembre 2010 - autore: Anna Letizia

La cementificazione delle spiagge italiane non conosce crisi

Da notizie di stampa apprendiamo che è stata approvata dal Comune di Rimini una delibera che prevede l’edificazione di 4 “palazzine” alte 30 (trenta) metri sul lungomare di Bellariva al posto della storica ex colonia Murri, da tempo in abbandono e prospiciente la spiaggia. Nei 4 mostri verrà realizzato un centro commerciale, di cui non se ne sentiva il bisogno, dato l’elevato numero di esercizi commerciali del lungomare. Questo porterà  a un vertiginoso aumento  sia del traffico, soprattutto pesante, che del rumore in una zona destinata alle vacanze e al riposo. L’impatto sul paesaggio sarà devastante. Visto che l’ex colonia è edificio di interesse storico non è sotto la tutela della Sovrintendenza?

Altissime gru sono già all’opera per compiere l’ennesimo scempio del nostro litorale..

Buone vacanze in quella che diventerà “Bruttariva”..